Condividete le vostre testimonianze con noi

cliccando QUI

Non esitate a scriverci, altre persone stanno magari vivendo

la stessa vostra storia e la vostra testimonianza può aiutarli a uscire dal buio...

 

 

ACUFENE
Mi permetto di informarla che dal nostro incontro a Charleroi non ho più problemi all'orecchio, il rumore che ho descritto come un tappo se ne è andato il giorno stesso del nostro incontro.

Metto in pratica tutti i buoni consigli che mi ha dato. La ringrazio per il suo aiuto e per aver accettato di ricevermi, poiché penso che se avessi ascoltato l'otorino mi sarei ritrovata su un tavolo operatorio per il rumore nell'orecchio e con farmaci da prendere per il resto della vita.

Grazie ancora
Anna

ANURIA

Il 9 settembre scorso sono stato colpito da blocco urinario. Non potevo più urinare. Per risolvere il problema, sono dovuto passare attraverso pronto soccorso, ricoveri, cure, sonde, cateteri ecc. Cinquanta giorni dopo ancora non urinavo, e la cosa diventava angosciante. La diagnosi medica era: blocco urinario dovuto a un'ipertrofia della prostata. Mi è stato proposto un intervento chirurgico per ridurla. L'operazione risultava essere complessa dato che, a causa di una flebite profonda che si era aggiunta al problema della vescica, ero sotto anticoagulanti e qualunque intervento era rinviato alla fine della cura per la flebite, ossia a gennaio 2006.

Alla fine di ottobre, Claudia Rainville teneva un seminario vicinissimo a casa mia. Le ho telefonato per chiederle se poteva concedermi qualche minuto, per consigliarmi sul mio problema. Claudia mi ha ricevuto durante la sua pausa pranzo. L'incontro è durato circa tre quarti d'ora. Sono tornato a casa e mezz'ora più tardi ho cominciato a urinare. Quindici giorni dopo urinavo senza problemi.

Qual è stato l'apporto di Claudia nel processo di sblocco? La risposta è semplice: il senso. Fino a questo incontro, subivo una situazione che mi sfuggiva e di cui non capivo niente, anche se credevo di avere qualche vaga idea. Il senso (quel qualcosa che non è di ordine razionale ma che attiene al provato) l'ho scoperto attraverso l'incontro con Claudia e questa presa di coscienza/sentita mi ha permesso di risalire all'origine del mio blocco, di comprenderlo e di lasciare le tensioni nervose che comprimevano la mia vescica e il canale dell'uretra. Questo non significa che la mia prostata non sia un po' grossa e che non abbia bisogno di essere decongestionata, ma il blocco urinario veniva da altrove. Il fatto di essere consapevoli delle diverse cause, di riconoscerle, di comprenderle, di accettarle, mi ha consentito di cambiare atteggiamento nei confronti del blocco e di rilassarmi veramente.

È stato allora che, poco a poco, ho ripreso a urinare e col tempo le mie funzioni hanno ritrovato il loro ritmo naturale. Non si tratta di un miracolo, ma di una partecipazione essenziale: aiutare il paziente a comprendere quello che sta vivendo per accompagnare meglio le sue cure mediche e permettere la guarigione. L'incontro è proseguito poi in un lavoro psicologico approfondito tuttora in corso, mentre continuo una cura medica per la prostata. Ma l'incontro con Claudia è stato fondamentale per me.

Il lavoro e il merito di Claudia Rainville e dei suoi allievi attraverso la Metamedicina consiste nell'aiutare l'essere umano a riscoprire il senso di ciò che vive, a restituirgli la responsabilità della malattia in modo da poter cooperare con le diverse forme di cura che sono alla sua portata.

Grazie Claudia, possa la medicina che si fonda sul giuramento di Ippocrate essere più umile per accettare l'aiuto di altre scuole di pensiero che le permetterebbero di essere ancora più efficace.

Bernard

TUMORE AL SENO
 

 

Come molte donne, sono stata colpita da un tumore al seno. Ciò è stato per me un cammino di paure, dubbi, perplessità, ma anche speranze poiché in tutta questa esperienza negativa che stavo vivendo, mi è stata donata un'opportunità favolosa, quella di vedere fino a che punto il mio modo di vivere, di agire, di pensare aveva qualcosa a che fare col mio tumore. Non si dice «corpo sano in mente sana»?

 

Ho voluto dare un senso più profondo alla mia malattia ed è ciò che mi ha condotto alla Metamedicina. Essa mi ha permesso di capire qual era il messaggio che il tumore al seno cercava di trasmettermi. Ho scoperto molte cose su me stessa e sulle cause profonde che mi avevano condotto a sviluppare la malattia. Ho imparato ad ascoltare i segnali del mio corpo, a prestare attenzione a ciò che provo. Ho imparato a dominare le mie emozioni. È trascorso un anno dall'ultima seduta di radioterapia e so che sono guarita. Vivo i controlli come normali visite.

 

Se anche voi avete un tumore al seno, potete cominciare come ho fatto io dalla lettura del libro Metamedicina. Ogni sintomo è un messaggio, senza per questo lasciare le vostre cure o i vostri controlli. Il libro vi aiuterà a interrogarvi sulle emozioni che avete vissuto prima che vi venisse il tumore. Avete forse perduto una persona cara e avete la sensazione che la vita si sia presa ciò che avevate di più caro al mondo? Avete vissuto una separazione, un divorzio nel quale vi siete forse sentite abbandonate, rifiutate, prive di valore per la persona che amavate? Avete vissuto forti emozioni con uno dei vostri figli?

 

Se sentite di aver bisogno di aiuto, non esitate. La Metamedicina è lì per aiutarvi.

 

Paola - Italia


DEPRESSIONE

Volevo ringraziarvi. Dopo il seminario che ho fatto con Yvan nel mese di agosto, sono «tornata» alla vita. Il mio cuore si è aperto ogni giorno un po' di più, facendomi respirare un'aria nuova, facendomi ascoltare una nuova musica. Sono definitivamente uscita dalla depressione, le perdite di sangue sono scomparse. Le mie giornate sono accompagnate da gioia, dal sentire che tutto è un dono e di essere in cammino accanto a molte altre persone.

 

DOLORI ALLA ZONA SACRALE 

Da molti mesi avevo sempre più dolori, dapprima alle anche, poi a tutto il bacino fino alle ultime mestruazioni in cui ho cominciato a pormi delle domande… Inoltre mi era venuto un eczema alla base del dito medio della mano destra (che rappresenta la sessualità, il piacere). Ho consultato «la nostra bibbia», il libro di Claudia sulla Metamedicina, ma per quanto avessi frammenti di comprensione, non riuscivo a esaminare il problema sotto tutti gli aspetti e soprattutto a togliere questo «male» che cresceva. Così, sono stata assalita dal terrore: è una malattia? Quale? E mi sono resa conto di quanto avessi paura… Il mentale aveva preso il sopravvento e mi trascinava in una spirale infernale.

Una sera ho avuto la fortuna di poter parlare con Claudia. Mi ha messo sulla buona strada e abbiamo scoperto che si trattava di una grossa svalutazione della sfera sessuale. Mi ha aiutata a liberarmi della convinzione «sesso = male» e ho potuto così aprirmi a una nuova dimensione della relazione sessuale. Circa una settimana dopo non avevo più alcun dolore e l'eczema andava scomparendo. La cosa ancora più straordinaria è che le persone in quei giorni mi dicevano: «Ma come stai bene!» (loro non sapevano perché, ma lei e io sì!)

Grazie Claudia!

Sophie


ECZEMA

 

Il mio problema di eczema, più precisamente di eczema disidrosico, è iniziato nel momento in cui aspettavo il mio primo bambino nel 1999. Tutto è cominciato con una secchezza della pelle della mano destra, poi sono apparse piccole vescicole. Dovevo continuamente mettere la mano sotto l'acqua per idratarla e trovare un po' di sollievo. Dopo qualche mese l'eczema si è esteso alla mano sinistra. Il dermatologo mi aveva prescritto una crema al cortisone, ma il farmaco non aveva migliorato l'eczema, al contrario, continuava a peggiorare al punto che la pelle delle mani si screpolava. Era molto doloroso. Il cortisone mi dava sollievo ma non mi guariva.

 

Siccome i dermatologi non potevano fare niente per me, mi sono rivolta alle medicine alternative. Ho consultato un naturopata che mi ha curato con rimedi naturali e che mi ha consigliato un libro del dottor Hamer nel quale si parlava di Claudia Rainville. Ho quindi cercato i libri di Claudia, poi ho preso parte a una serata di informazione e al seminario «Liberazione della memoria emozionale» a Torino. È lì che ho saputo che Claudia riceveva i pazienti nell'ambito della formazione in Metamedicina.

 

Grazie al lavoro con Claudia, ho preso coscienza della causa dell'eczema. Mi forzavo a fare cose che non mi piacevano per convincermi di essere una buona madre. L'educazione che avevo ricevuto diceva che una buona madre resta a casa per allevare i propri figli, come aveva fatto mia madre. Ma io avevo voglia di uscire, di fare qualcosa della mia vita. Ciononostante, non me lo permettevo e le mie mani esprimevano la tristezza di non fare ciò che volevo. Ho parlato con le mie mani come Claudia mi ha suggerito di fare, ho trovato un'attività che mi piaceva fare, la ginnastica, che un giorno mi piacerebbe insegnare.

 

Qualche mese dopo il mio incontro con Claudia, l'eczema che avevo da dieci anni e che mi obbligava a mettermi continuamente cortisone, era quasi completamente guarito, con grande stupore dei dermatologi che non capivano come una patologia così aggressiva avesse potuto scomparire.

 

Un grande grazie a Claudia per il suo amore, la sua sensibilità e l'aiuto che mi ha donato. Se, come è successo a me, i medici vi dicono che non possono fare niente per aiutarvi, conservate la speranza, ascoltate i sintomi che vi manda il vostro corpo e lasciatevi guidare dalla saggezza della Metamedicina in modo da poter cambiare la vostra vita come la Metamedicina mi ha aiutato a cambiare la mia.

 

Petra
Petra, Torino, Italia


 
 
ERNIA DISCALE
Dopo un torneo di tennis in cui ero giudice di rete, mi sono trovato con i muscoli del trapezio completamente bloccati. Era successo qualcosa nella mia relazione di coppia con cui non vedevo il collegamento (rifiuto di partire in viaggio…). Per risolvere la cosa, ho deciso di andare in uno studio di terapie naturali ed è là che tutto ha inizio. Una pranoterapeuta mi consiglia il libro Metamedicina. Ogni sintomo è un messaggio. Grazie a questo libro, comprendo il legame tra il mio dolore e la situazione che sto vivendo, e il dolore se ne va di colpo.

Sempre a tennis, giudice di linea al Roland Garros, ho dolori lancinanti nella parte bassa della schiena. Mi fanno una Tac e mi diagnosticano un'ernia discale. Alla clinica dello sport di Parigi sono pronti a operarmi. Chiedo una settimana di tempo e dico loro che se il dolore fosse continuato sarei tornato. Apro il mio libro di Metamedicina e capisco che il mio lavoro di insegnante di tennis mi sta uccidendo. Decido di lasciarlo e, aiutato dalla terapia energetica che pratico con mia moglie, sono guarito totalmente. In seguito è diventato un modo di vita nella mia famiglia. E ora ho deciso di aggiungere questo strumento alle mie conoscenze per aiutare gli altri.

Grazie Claudia per il suo lavoro. Ho appena letto Les outils thérapeutiques, è geniale!!! Spero di incontrarla un giorno.

Jacques Nodanche

ERNIA DISCALE - ALZATI E CAMMINA!

Più precisamente: «Alzati e va' a giocare a tennis!» mi dice Claudia! E, con mio grande stupore, è quello che è successo.

 

Mi spiego: ho incontrato Claudia Rainville qualche anno fa a Milano. In seguito, ho preso parte a dei seminari con lei che mi hanno molto interessato ma, ancor più, era la guarigione delle emicranie di cui mia moglie soffriva da anni che mi ha aperto al metodo della Metamedicina. Era allo stesso modo ciò che mi aveva motivato a partecipare al seminario di formazione in Metamedicina 2.

Il seminario si sviluppava in dieci giorni. Avevo preso le mie ferie per poterlo seguire. Prima di andarci, mi erano venuti dei dubbi, mi domandavo se non era meglio rinunciare perché ero stanco, avevo bisogno di vacanze e soprattutto sognavo di poter ricominciare a giocare a tennis. Dall'inizio del corso, soffrii della sensazione di essere chiuso in una sala mentre avrei voluto stare fuori, senza contare il fatto che c'era un campo da tennis nel posto dove eravamo e che il marito di una partecipante presente al corso era un eccellente giocatore.

Al terzo giorno di corso, mi stavo preparando per andare al seminario. Piegandomi per infilarmi le scarpe, rimasi bloccato per un forte dolore alla schiena (che non avevo mai avuto prima). Mi dissi che non era niente di grave, che sarebbe passato. Dopo il corso andai a incontrare l'eccellente giocatore di tennis per fare la partita come avevamo stabilito. Anche se il dolore alla schiena persisteva, non volevo per niente al mondo rinunciare all'incontro. Giocai con quel dolore lancinante. Durante la notte fui risvegliato da dolori acuti alla schiena, che mi davano un senso di nausea al minimo sforzo. Il giorno dopo non riuscivo ad alzarmi tanto avevo male. Sono rimasto a letto tutto il giorno, avevo la schiena completamente bloccata e il minimo movimento mi faceva stare malissimo.

Il giorno dopo, malgrado il dolore persistente, tornai al corso nella speranza di capire quello che mi stava succedendo. Camminavo con molta difficoltà, ero incapace di sedermi. Potevo stare solo sdraiato. Claudia mi propose di sdraiarmi su un tappetino di rilassamento per seguire il corso. Due medici partecipavano al corso. Secondo loro, avevo tutti i sintomi di un'ernia discale. Claudia allora mi domandò: «Andréa, ti sei forse sentito bloccato tra due situazioni o due scelte in cui ti sei sentito obbligato di fare l'una mentre avresti voluto fare l'altra?» Ero stupito dalla giustezza della sua domanda. Senza di essa non avrei probabilmente visto il nesso tra il mio mal di schiena e l'indecisione che avevo avuto tra seguire il seminario e riprendere a giocare a tennis. Ma allo stesso tempo ero alle prese con la paura di dispiacere: avevo paura di dispiacere mia moglie se rinunciavo a seguire il corso con lei e avevo paura di deludere Claudia se interrompevo il seminario.

Dopo un momento di esitazione e di imbarazzo, osai rivelare il mio desiderio «adolescenziale» davanti a tutto il gruppo. Claudia mi invitò allora a fare una scelta: seguire il seminario o andare a giocare a tennis. Dal momento che mi sentivo completamente libero di scegliere e senza alcun giudizio da parte sua o del gruppo, ebbi il coraggio di scegliere la cosa di cui avevo voglia. È stato allora che Claudia mi ha detto: «Bene, allora fallo, alzati e vai a giocare a tennis!» Mi aiutarono ad alzarmi perché non ce la facevo da solo, tanto il dolore era forte. Anche se la schiena mi faceva ancora male, sentivo che il problema era risolto. La sera stessa potevo sedermi per cenare e due giorni dopo giocavo a tennis senza problemi.

Non so cosa sia un'ernia discale, so solo che la mia schiena era completamente bloccata e mi dava dolori atroci rendendo doloroso qualunque movimento. I medici presenti mi dissero che per un'ernia discale la prassi è che le persone che ne sono affette si sottopongano a una serie di esami che portano poi molto spesso a un intervento chirurgico.

Se la mia testimonianza vi potrà evitare un calvario di cure mediche, sarà stata utile. È la ragione che mi ha spinto a condividerla con voi. Forse comprenderete come me l'interrelazione tra i vostri sentimenti e i vostri mali, o perlomeno è quanto meno quello che vi auguro. Un grazie a Claudia e a tutta la sua équipe di consulenti di Metamedicina.

Andréa

 

FIBROMIALGIA

Da due anni cercavo un nome per l'insieme di sintomi invalidanti che mi colpivano ogni giorno di più. Avevo male dappertutto, ero esaurita, passavo giornate intere distesa senza poter lavorare. Un giorno mi faceva molto male la schiena, un altro erano le gambe, o le mani, o le dita… Soffrivo d'insonnia. Tutte le piccole incombenze della giornata, come strizzare dei panni, stenderli ad asciugare, farmi il letto, erano diventati un calvario. Non riuscivo più a correre, ballare, fare del giardinaggio o anche solo concedermi una semplice passeggiata. Non potevo guidare l'auto più di mezz'ora senza dovermi fermare tanto le mie gambe erano anchilosate.

Ho fatto molti esami all'ospedale con biopsia, che per me era piuttosto un cattivo intervento chirurgico ai muscoli, ma in definitiva ricevevo sempre la stessa risposta: «Non c'è niente di anormale!» Le persone intorno a me iniziavano a dubitare delle mie condizioni psicologiche e confesso che io stessa ho cominciato a domandarmi, nonostante sintomi molto fisici, se non soffrivo di depressione! Per mesi e mesi ho sofferto in silenzio, fino al mese di maggio scorso in cui un professore ha dato un nome ai miei diversi sintomi, ovvero quello di fibromialgia. Ero infine sollevata di non essere una malata immaginaria. Quando mi hanno detto che non c'erano cure per questa malattia, ho rifiutato di crederci, pensando: «Se la medicina tradizionale non può fare niente per me, bene, vado da un'altra parte».

È stato allora che mi sono ricordata del libro Metamedicina. Ogni sintomo è un messaggio di Claudia Rainville, che avevo già letto. Pensai che, forse, Claudia poteva aiutarmi a uscire da questo incubo. Per mia fortuna, teneva nel mese di ottobre un seminario di formazione in Metamedicina vicino a casa mia. Ho così partecipato al seminario di nove giorni con lei. La mia guarigione si è prodotta nel corso di quei giorni. Claudia mi ha aiutata a capire che cosa aveva originato in me la malattia. La sua guida nell'amore, nella logica e nella compassione sembrava così semplice per lei e così naturale per me… e dire che erano due anni che stavo male! Liberando la causa emotiva che aveva alterato l'equilibrio del mio corpo, i dolori sono scomparsi molto velocemente. Potevo piegarmi per allacciarmi le scarpe senza alcun dolore, cosa che non potevo fare da due anni. Nei giorni successivi sono stata in grado nuovamente di correre, saltare, salire le scale senza dolori! Risplendevo di felicità, per me era una vera RINASCITA. Al mio ritorno dal seminario, i miei famigliari non mi riconoscevano più. Erano stupiti nel vedere che le forze e la gioia di vivere erano tornate.

In seguito ho imparato ad ascoltare i segnali del mio corpo e quando sento che gli chiedo un po' troppo mi riposo qualche istante. Ho ritrovato la stima di me stessa e ora mi tratto come tratterei la mia migliore amica. Addio lotta, ormai ho scelto la via facile!

Ho scritto questa testimonianza per condividere con voi in tutta semplicità la gioia che provo di essere guarita e per dirvi che, come voi che soffrite di questa malattia, anche io ho sofferto, pianto, ho avuto molta paura, ma sappiate che esistono soluzioni e che potete guarire anche voi, non dubitatene!

Claudine B.

GLOSSODINIA

Soffrivo di glossodinia da due anni e ora non sento più nessun bruciore!!! Non al 100%, ma non speravo così tanto in così poco tempo. Incoraggio fortemente le persone che soffrono di questo disturbo ad avvicinarsi alla Metamedicina.

So che avrò ancora del lavoro da fare su di me e che certamente dovrò continuare su questa strada. Grazie Claudia per aver formato la consulente di Metamedicina che mi ha seguito durante tre giorni ricchi di emozioni e di APERTURA (all'altro, e particolarmente a me stessa) del seminario di Liberazione della memoria emozionale.

Rosaël


LINFOMA

Tutto è iniziato nel settembre del 2002. La mia compagna mi fece notare un leggero rigonfiamento sotto l'orecchio sul lato sinistro del collo, ma la cosa non mi preoccupò minimamente, mi dissi che si trattava probabilmente di un'infiammazione e niente più. Non dava dolore, ma continuò a gonfiarsi fino a formare una piccola palla con le dimensioni di un uovo di piccione.

A dicembre dello stesso anno decisi di consultare un medico. In seguito a una serie di esami (ecografia, radiografia, Tac, prelievo di sangue) che non avevano dato alcun elemento per la diagnosi, andai da uno specialista per fare una biopsia dei linfonodi, che rivelò la presenza di un tumore maligno, un linfoma follicolare di secondo grado. Era stato colpito il sistema immunitario e bisognava intervenire con urgenza. Lo spcialista mi confessò di non conoscerne la causa, ma che era necessario seguire un «percorso» per adattare la cura nel modo migliore, cominciando con esami complementari come la Tac del torace-addome e una biopsia midollare!

La cura prevista era una chemioterapia o radioterapia allo scopo di eliminare la voluminosa massa linfomatosa, tanto più che diventava sintomatica. Il medico mi disse chiaramente che, se rinunciavo alle cure consigliate, le mie speranze di vita erano di un anno-un anno e mezzo. Quindi, mi proponeva di curare un sintomo senza conoscerne la causa! Decisi di prendermi un mese per riflettere prima di decidere, dopotutto mi restava quanto meno ancora un anno da vivere! Era il 24 gennaio del 2003, cominciai col modificare la mia dieta alimentare evitando ogni tipo di alterazione (termica, chimica o altro) fidandomi dell'istinto, ovvero mangiare i cibi come la natura li offre. Tutto crudo.

Cercando altre soluzioni a quelle proposte dal medico, scoprii il lavoro del dottor Hamer, che proponeva di trovare la causa, lo shock emozionale e più precisamente l'evento che era stato all'origine dello sviluppo di quel sintomo. Il 22 agosto successivo andai da un medico e da una psicologa che praticavano questa nuova medicina. Mise in relazione il fatto di essermi sentito incompetente nel realizzare dei lavori per una terrazza che mi avevano richiesto molte energie in un momento in cui ero già molto stanco. Se avessi compreso queste cose, avrei lasciato andare la tensione! Ero molto stupito che una simile cosa potesse provocare una malattia come questa, ciò nondimeno accettai l'ipotesi.

Il linfoma aveva progressivamente raggiunto le dimensioni di un'arancia e stranamente, a dicembre, notai una diminuzione improvvisa della massa. Non ero convinto, ma abbastanza soddisfatto. Invece a febbraio 2004 il linfoma riacquistò volume e ci fu anche una proliferazione dei gangli (sotto la clavicola) e del lato destro del collo. Il medico non ci capiva granché e io neppure.

Questa volta mi sentii sopraffare da una sensazione di scoraggiamento, ma rimanevo più che mai determinato a scoprire la causa. Fu allora che incontrai Claudia Rainville che mi ascoltò a lungo e mi indicò una strada in relazione col mio lavoro professionale. Questo mi fece venire fuori molte più cose. Per approfondire l'argomento, decisi di partecipare a un corso di Metamedicina (maggio 2004). Avevo un problema di territorio con un collega e mi ero sentito tradito. Durante il seminario, il fatto di parlarne risvegliava in me sentimenti di collera, rancore. Ero sulla buona strada!

Maggio 2004. Mi mancava l'evento che era stato all'origine dello shock emotivo! Avevo interrotto ogni attività lavorativa e mi ero dedicato interamente alla ricerca dell'evento in questione. A luglio fui condotto a incontrare il dottor Guinée che praticava la Nuova Medicina. Durante l'incontro, mi disse che si trattava di un sentimento che definì «paura impotente in seguito a una notizia, quando non riesco a proteggermi e a sbarazzarmi di questa notizia». Mi fece notare anche che nel mio caso c'era stato un secondo evento simile che spiegava il fatto per cui la massa era improvvisamente diminuita per poi crescere di nuovo.

Individuata la strada, con Claudia scoprii la natura del primo evento, cioè come la notizia mi era arrivata e come l'avevo vissuta. La notte successiva scoprii il secondo evento, che assomigliava molto al primo ma questa volta con un altro collega. A settembre del 2004 volli andare ancora più a fondo partecipando a un secondo corso di Metamedicina. Fu per me molto istruttivo ed emotivamente sconvolgente vedere un partecipante con un linfoma come il mio scoprirne l'origine e la sua felicità di aver individuato la via della guarigione.

Settembre 2004. La Metamedicina mi ha permesso di scoprire il linguaggio del corpo, un approccio induttivo attraverso le domande, in modo dolce, che permette a ciascuno di noi di sentirsi responsabile e indipendente. E soprattutto di scoprire la potenza dell'amore incondizionato. Grazie Claudia.

Febbraio 2005. Oggi, sono ancora vivo, non ci sono più gangli periferici e la massa si è ridotta considerevolmente al punto che non è quasi più visibile. Vivere il quotidiano sul cammino della guarigione è una fortuna alla portata di tutti.

Pierre Pommier

LINFOMA

Nel 2003 i medici mi hanno diagnosticato un linfoma. Dopo sei mesi di ricerche e di dubbi, mi hanno fatto la diagnosi e mi hanno trasmesso un messaggio di paura, non lasciandomi scelta tra l'aggravamento della malattia e l'ablazione della milza. Era urgente!!! Dopo una seconda diagnosi, ho ceduto alla paura e mi sono fatto operare. Tutto avrebbe dovuto andare meglio e la milza in fondo non mi serviva a granché, da quello che avevo capito. Tuttavia niente è opzionale nel corpo, tutto ha una funzione. L'ho imparato dopo l'operazione. La milza ha la funzione di riciclaggio ma entra anche in gioco nelle infezioni delle vie respiratorie.

I valori delle analisi del sangue (soprattutto globuli bianchi) dopo una leggera stagnazione sono ripartiti verso l'alto. Quando il mio ematologo li ha visti ha voluto rassicurarmi dicendomi che c'erano delle cure leggere. Era come dire che il tumore era ripartito, che continuava a progredire. La paura è riapparsa, così come l'incomprensione. Dentro di me, rifiutavo di affidarmi alle cure. Cercavo una soluzione, pregavo di trovarne un'altra rispetto a quella che mi proponevano. Mia figlia mi ha presentato a una maestra di reiki, che a sua volta mi ha presentato a una delle sue amiche. La vita è piena di coincidenze, e qui c'erano veramente una serie di coincidenze una dietro l'altra. L'amica mi ha prestato un libro di Claudia, Metamedicina. Ogni sintomo è un messaggio. Avevo già letto tanti di quei libri, senza avere quella scintilla che fa sì che ci si creda veramente. Quel libro l'ho letto. Quel libro mi ha parlato e mi sono riconosciuto nella parte che mi riguardava. Le emozioni sono fonte tanto di gioia che di dolori e di reazioni. Ho deciso di seguire un seminario il prima possibile. Ero sottosopra e dopo dieci giorni dovevo partire. Mi sembrava impossibile, c'erano problemi al lavoro e non potevo assentarmi. Il mio capo è stato molto comprensivo, ha avuto fiducia e mi ha dato il permesso di andare, mentre il lavoro era nel momento più critico.

Arrivato al seminario, ho incontrato Pierre. Anche lui aveva un linfoma e un enorme nodulo al collo. Era il suo secondo seminario, non aveva ancora trovato l'equazione liberatoria. C'era anche Mirèse, anche lei aveva già fatto un seminario. Soffriva, all'epoca del primo seminario, della malattia di Raynaud e portava delle stecche che le evitavano dolori atroci. Facevo fatica a crederci, tanto mi sembrava splendente e in buona salute, sei mesi dopo il suo primo seminario. Queste due persone sono state i miei punti di riferimento.

Ora sono guarite. Pierre, oggi, ha i valori delle analisi nella norma, anche se non ha mai accettato di sottoporsi a cure «normali» e Mirèse ha ricominciato a danzare. Accanto a loro riprendevo speranza. Avevo la certezza di essere sulla buona strada, inspiegabile ma veramente forte.Gli insegnamenti di Claudia erano rivolti a futuri consulenti, ma erano così chiari, così logici, così pieni di buonsenso, che acquisivo fiducia e cominciavo ad appassionarmi alla Metamedicina. Ero venuto per me, per guarire dal linfoma, per scoprire se la causa era veramente un'emozione e cosa c'era dietro. Ho lasciato in questo seminario grossi fardelli che erano sepolti dentro di me. Ho dovuto aspettare quasi fino alla fine del seminario per poter lasciare la presa e permettermi di vivere le emozioni.

Le mie condizioni sono molto migliorate. La medicina non mi considera ancora guarito. Ciononostante, a ogni esame non c'è alcun progresso della malattia. Non prendo nessun farmaco, nessuna cura di base, con grande disperazione del mio ematologo. Lui stesso mi ha confessato durante una visita: «Se i malati fossero tutti come lei, non avrei molto lavoro!» Ultimamente i valori dei globuli bianchi sono risaliti e il mio caro ematologo mi ha riparlato di prelievo del midollo osseo per verificare se il tumore era ricominciato. Ho rifiutato, dicendogli che era una cosa dolorosa, che stavo bene e che lavoravo normalmente. Molto stupito del mio rifiuto, mi ha chiesto di fare almeno una Tac. Ho accettato. Le sue parole avevano fatto sorgere in me un dubbio, dovevo verificare. Nell'ultima visita, aveva fatto un prelievo di sangue in un momento in cui soffrivo di una forte angina. Per curarla, avevo dovuto decidermi a prendere antibiotici. Ero al punto che, se mi sdraiavo, non respiravo. Guardando i risultati, ha constatato che nulla era progredito, che i globuli bianchi erano aumentati per combattere l'infezione. Dopo aver guardato il risultato della Tac, si è rassicurato e mi ha rassicurato, dicendomi che tutto era normale e che non mi veniva richiesta nessuna cura. Mi ha raccomandato di prendere antibiotici come trattamento base. Ho declinato l'offerta. Quello che non sa è che ho lavorato anche secondo il metodo della METAMEDICINA che Claudia mi ha insegnato. Che funziona molto bene.

So che ho ancora del cammino da percorrere, so che devo accogliere le mie emozioni per potermene liberare. Procedo piano piano. Grazie mille Claudia per tutto quello che mi hai dato, per tutto quello che mi dai oggi o che mi darai ancora. La Metamedicina per me in questo momento è una vera filosofia che si irradia intorno a me. Può darsi che la METAMEDICINA sia la medicina della FELICITÀ?

Un grande grazie anche a tutti i consulenti, a tutti i partecipanti che ho incontrato nei seminari. Devo molto a tutti voi.

Christian

LINFOMA DI HODGKINS

Quando ho incontrato Claudia, cercavo conferme alla mia intenzione di porre fine a tutti quei ricoveri in ospedale per trattamenti di chemioterapia che non servivano a curarmi da una ricaduta di un linfoma di Hodgkin. Claudia mi ha aiutato a capire le sue cause. La mia vita fino a quel momento era stata una continua lotta senza che ne capissi la ragione… Claudia mi ha aiutato a capire e a sperimentare il potenziale di guarigione e di trasformazione che avevo in me. Grazie alle sue parole – "Il linfoma è ciò che ti salverà" – ho smesso di reprimerlo. Ho cominciato ad ascoltarlo e ho lasciato che quest'esperienza mi conducesse verso una vita più felice e piena di gioia. Ora sono molto felice di poterlo raccontare in un libro – Guarire cambiando – che uscirà prossimamente in Italia.

Roberto Abheeru Berruti


MORBO DI PARKINSON

Mi chiamo Luisella, sono italiana. Soffro del morbo di Parkinson da otto anni. Camminavo con un bastone e non riuscivo a controllare il tremore delle mani. Ho avuto varie diagnosi, per lo meno scoraggianti, di cui alcune date da luminari della materia. Ero iscritta all'associazione italana dei malati di Parkinson, così come a quella che riuniva i pazienti della Young Parkinson Desease negli Stati Uniti. Ho studiato molto l'argomento per cercare di capire la malattia e arrivare in una certa misura a dominarla. Ho anche cercato e praticato metodi diversi come l'agopuntura, la pranoterapia, la medicina naturale, cercando di evitare l'inquietante prospettiva chirurgica che mi veniva proposta.

La ricerca mi ha condotto a un medico che lavora sulla memoria dell'acqua. I suoi studi hanno confermato l'evoluzione della malattia, cosa per niente incoraggiante per me, e il male ha continuato la sua opera. Poi il caso mi ha fatto rincontrare alcuni vecchi amici di scuola. Tra loro c'era un medico che mi ha parlato di Claudia Rainville, che era di passaggio a Torino. Ho avuto la fortuna di incontrarla. Lei mi ha aiutato a comprendere e a liberare la causa della malattia.

Nei giorni successivi ho potuto osservare un netto miglioramento del mio stato di salute. Le mani non tremavano quasi più, i dolori alle anche erano scomparsi, potevo camminare di nuovo senza bastone. Alle persone attorno a me che mi avevano visto muovermi con difficoltà e che mi chiedevano cosa fosse successo, dicevo che neppure io sapevo capacitarmene. Dicevo loro: «È un miracolo!» Tutti i libri che avevo letto sull'argomento erano categorici, non si poteva sperare di guarire da questa malattia, non poteva che evolvere in una degenerazione dell'organismo.

Mi ritenevo condannata, senza speranza di guarigione, e ora so che si può guarire anche da malattie dette «incurabili» dalla nostra scienza medica. Sono in grado di constatare i progressi di guarigione che si operano nel mio corpo e i giorni in cui va un po' meno bene ho questo pensiero meraviglioso che mi aiuta: so che ci sarà ancora un altro momento in cui starò bene. Auguro a tutti coloro che sanno cosa voglia dire essere malati di Parkinson, e a tutti coloro che sono stati condannati da una diagnosi, di trovare sul cammino un medico o un terapeuta che abbia l'umiltà, l'apertura intellettuale e la trasparenza di Claudia Rainville. Il suo incontro mi ha permesso di accedere a questa seconda vita, di cui ora godo pienamente.

Luisella
, Italia

MALATTIA DI DUPUYTREN

Attraverso questa testimonianza vengo a dare speranza a tutti coloro che soffrono e che non hanno speranze di guarigione.

All'inizio di gennaio mi sono venuti dei forti dolori alla mano destra: formicolio, intorpidimento, difficoltà a tenere gli oggetti. Molto velocemente paralisi del pollice, indice e medio. Un elettromiogramma mi diagnostica una grave compressione del tunnel carpale. 22 gennaio: intervento di tunnel carpale alla mano destra. I postumi dell'operazione sono molto dolorosi (mano e dita gonfie, muscoli atrofizzati) e poco dopo mi vengono gli stessi sintomi, questa volta alla mano sinistra. Gli esami all'ospedale si succedono con due settimane di intervallo. All'inizio mi diagnosticano una MALATTIA DI RAYNAUD, raccomandandomi di evitare il freddo!!! Poi mi diagnosticano una MALATTIA DI DUPUYTREN. Non potevano fare niente per il dolore!!! Dolore che diventava insopportabile con impossibilità di servirmi delle mani, ciò che mi faceva dipendere totalmente da mio marito per i più semplici gesti della vita quotidiana (vestirsi, lavarsi, pettinarsi, mangiare). Nella disperazione di un così forte dolore, giorno e notte senza speranza di sollievo, mi hanno fatto una terza diagnosi: POLIARTRITE REUMATOIDE, senza cure!!!!

Nella mia ricerca di guarigione ho incontrato quattro specialisti molto perplessi, che non capivano la successione di tutte queste patologie. Erano trascorsi tre mesi dai primi dolori e, sollevata da una parvenza di cura con un antinfiammatorio (e applicazione di ortesi a entrambe le mani) questa volta mi viene fatta un'altra diagnosi, quella di NEUROALGODISTROFIA.

Poi mi hanno concesso un appuntamento con il primario dell'ospedale dov'ero in cura. Quest'ultimo mi dice: «NON POSSIAMO FARE NIENTE PERCHÉ NON COMPRENDIAMO L'ASSOCIAZIONE DI TUTTE QUESTE PATOLOGIE» e mi rimanda al medico di famiglia, che a sua volta mi manda da un professore di medicina interna, che in definitiva mi fa lo stesso discorso. Dopo i problemi alle mani si aggiungono gli stessi sintomi ai piedi e alle ginocchia, oltre a un'infezione vaginale (impossibile secondo i medici, visto che avevo subito un'isterectomia) che si complica con una cancrena e un herpes zoster sul braccio destro.

Disperata di fronte al fallimento della medicina, mio marito e io ci volgiamo verso la Metamedicina. Avendo letto le opere di Claudia Rainville, mio marito la contatta in Canada. Per un caso fortunato, Claudia teneva un seminario vicino a Tolosa e accetta di ricevermi. Mi concede due ore di terapia individuale. Mi sono sentita ascoltata e compresa. Mi ha aiutato a liberarmi dalle sofferenze che avevo dentro dalla morte di mio figlio. Dopo l'incontro i dolori si sono attenuati velocemente e quattro mesi dopo ero completamente guarita senza alcun farmaco. Ho ripreso la mia completa autonomia.

GRAZIE INFINITE CLAUDIA PER AVERMI DATO LA VOGLIA DI VIVERE E GRAZIE PER AVERMI INSEGNATO L'IMPORTANZA DI RICERCARE LA CAUSA DELLE MALATTIE. A quando una collaborazione Medicina-Metamedicina?

Mirèse G., Var, Francia

 

PSORIASIS

Circa un anno e mezzo fa ho incontrato per la prima volta Claudia. Mi sono iscritta al suo seminario “Come utilizzare le chiavi di Metamedicina”. Prima di allora non ho mai sentito parlare di Metamedicina. La seconda giornata, dopo averci mostrato su diverse persone con differenti malattie, come applicare le chiavi di Metamedicina, Claudia ci propose di cercare di utilizzare noi stessi le chiavi. Formammo delle coppie di due persone: “l’accompagnatore” e il “paziente”. Siccome sin dall’ infanzia soffro di psoriasi al cuoio cappelluto ho deciso di approffitare di quest’occasione e ho preso il ruolo del “paziente”. Il mio “accompagnatore” era un signore, che come me, prima di allora non aveva mai utilizzato la Metamedicina. Claudia ci ha dato la chiave per la psoriasi e noi abbiamo cercato di scoprire quale era l’evento traumatico che mi ha fatto sviluppare la malattia. Siccome tutte e due eravamo alle prime armi, non siamo riusciti a risalire all’origine del problema.

 

Tornai a casa molto affascinata e continuai a pensare alla chiave che Claudia mia aveva dato. Diceva che la psoriasi al cuoio cappelluto nella maggior parte dei casi era legata a conflitti in cui ci si sente rifiutati, sminuiti o separati dal proprio gruppo.

 

Ci ho pensato per diverso tempo e un giorno riflettendo mi venne in mente un episodio che vissi a scuola, all età di 9 anni. La leader della mia classe un giorno senza motivo apparente, decise di escludermi completamente dalla classe, convincendo tutti i miei compagni a non rivolgermi più parola. Ero completamente isolata e sola. Mi vergognai tantissimo ed ero convinta che per far ‘sì che mi succedesse una cosa del genere dovevo essere davvero una persona ripugnante. Non dissi niente a nessuno, neppure ai miei genitori e tenni tutto il dolore per me. Sarà stato questo l’evento scatenante???

 

Sono andata in camera e, come ho visto fare da Claudia durante il seminario ho cercato di applicare la chiave su me stessa. Era un semplice tentativo. Tanto non avevo nulla da perdere. Sinceramente non speravo in un miglioramento ma, circa 10 giorni dopo, lavando i capelli, notai un netto miglioramento! Tre settimane dopo non avevo neanche più una sola lesione!!!

Ero talmente incredula che per tanto tempo non dissi niente della mia guarigione. Avevo paura che magari, parlandone mi sarebbe tornata. Adesso è passato un anno e mezzo, e sono sicura di essere completamente guarita.

 

Nel frattempo sono riuscita anche a guarirmi dall’allergia al deodorante. Ho cominciato a frequentare diversi corsi di Metamedicina da cui sto imparando tantissimo. Voglio ringraziare di cuore tutte le persone che mi hanno accompagnata in questo fantastico percorso, in particolare ringrazio Gabriella Bardelli e Ivan Hérin ed ovviamente, GRAZIE CLAUDIA!

Gaby

 

SCLEROSI A PLACCHE

Mi sveglio una mattina con la parte destra del corpo intorpidita e mi dico che ho problemi a dormire. Vado a lavorare ma la sensazione permane, anche se scuoto la mano o il piede. La sera chiamo un amico medico che mi consiglia di andare all'ospedale. Vengo ricoverata per cinque giorni. Faccio molti esami tra cui una puntura lombare. I risultati non indicano niente di anomalo. Torno a casa con una richiesta per una risonanza magnetica.

Nel 1996 cado mentre cerco di chiudere la porta basculante del garage. Per diversi giorni ho dolori al braccio destro. Consulto un amico reumatologo che mi fa fare una risonanza magnetica. Diagnosi: disturbo di conversione. Mi arrabbio moltissimo, una simile diagnosi senza un colloquio, io che sono psicologa e che conosco i segni clinici di un disturbo di conversione. Mi dico che questa diagnosi è una fesseria, senza esami clinici approfonditi, emessa senza un colloquio medico approfondito.

Faccio la seconda risonanza con liquido di contrasto. Esco dalla stanza, il radiologo mi raggiunge nel corridoio, mi pone due o tre domande e mi dice: «Lei soffre di sclerosi a placche (SEP), non si guarisce ma non è mortale» e se ne va. Si chiamava Bouda, si vede che ci sono delle reincarnazioni malriuscite!!! [in francese Bouda e Buddha si pronunciano allo stesso modo, N.d.T.]

Sono frastornata, torno a casa. Cosa succede dentro di me? Cos'è questa malattia? Mi vedo già su una sedia a rotelle e mi dico «no, così mai». Il dolore al braccio continua. Consulto un neurologo specializzato in sclerosi a placche, mi propone una cura con interferone, ma ammette di non conoscere l'origine della malattia e di non sapere come curarla. Rifiuto la cura, ho bisogno di saperne di più. Mi documento e scopro gli effetti secondari dell'interferone. Rivedo il neurologo e gli comunico quello che ho appreso. È onesto e riconosce i fatti.

Mantengo il mio rifiuto. Il mio braccio recupera. Mi dico che, se ho innescato la malattia, la posso anche disinnescare, ma come? Consulto un medico antroposofo a Strasburgo. Devo seguire un regime alimentare e farmi un'iniezione sottocutanea nella pancia tutti i giorni. Seguo la cura per circa un anno fino al giorno in cui dico: stop. La mia pancia non ne può più di queste punture, non dev'essere una cosa giusta.

Consulto a Parigi uno psichiatra/psicanalista in psicosomatica. È importante l'ascolto che prende in considerazione il corpo e le emozioni. Vado da lui per circa due anni. Nel settembre del 1998 prendo la decisione di divorziare, la relazione matrimoniale mi distrugge.

Nei due anni successivi cado in depressione, non so più se è il divorzio o la mia malattia la cosa più difficile. Una mattina voglio alzarmi ma non sento più la gamba sinistra, non ce la faccio più a muoverla, la sento gelata. Vado di nuovo dal medico a Strasburgo, vengo ricoverata a Metz con un'iniezione di cortisone. Ho male, ho freddo e ho paura. Mi sento sola.

La mia testa vuole camminare ma le gambe non la seguono. È dura, gli occhi mi si riempiono di lacrime ma mi dico che troverò la soluzione. Scopro che la guaina mielinica che si distrugge può ricostruirsi da sola, cosa che il neurologo non mi aveva detto, dunque visualizzo la sua ricostruzione. Ritrovo la gamba, mi sforzo di correre pensando che il cervello ha delle risorse, è pieno di zone di compensazione. All'inizio quando corro ho dolore, mi congratulo con me stessa ogni volta che finisco un giro dello stagno attorno a cui corro.

Poi scopro la Metamedicina. Leggo un libro di Claudia e nello stesso periodo lei tiene una conferenza a Metz. Ci vado e sono colpita dalla sua autenticità. Siamo nel 2000. Comincio i seminari con lei. Prendo coscienza del fatto che sono depressa, che non mi amo e che ho sempre fatto in modo di essere super prestante, mi chiamano «superwoman», ma dentro di me c'è lo sconforto, idee di morte.

Nella Metamedicina c'è la «pulizia emozionale» e tutti quegli effetti meravigliosi, scopro il «lasciare la presa», espressione che non comprendevo, le equazioni della mia vita si pongono ora diversamente. Scopro via via la causa della mia malattia. Nel 2004 ho un altro episodio al braccio sinistro con ricovero e cortisone, poi nel 2005 un altro agli occhi, in cui vedo doppio e non sopporto la luce. Non vado più nel panico, è tutto ok, faccio solo un esame anche se il neurologo mi dice che c'è il rischio che venga colpito il nervo ottico con conseguente cecità. Consulto me stessa, consulto il mio essere divino che mi dice che va tutto bene, mi sento tranquilla, fiduciosa, l'episodio si attenua nel giro di qualche giorno, la vista ritorna. Nel 2007 ho nuovamente un attacco alla gamba sinistra, lo accolgo, cerco nella mia vita il senso e comprendo, tutto torna alla normalità.

Ancora oggi scopro su di me un sacco di cose. Sono diventata consulente di Metamedicina, ho aperto il mio studio e sono felice. Sto benissimo, vado in bicicletta, cammino facilmente, gioco a tennis e pare anche che io sia un temibile avversario. Dico grazie a questa malattia che mi ha dato così tanto, sono sulla strada giusta e non sarà mai finita, grazie alla vita.

Camminando sulla strada della Metamedicina attraverso la sclerosi, ho imparato a volermi bene e quindi non ho più bisogno di strafare per essere amata. Non ho più bisogno di pressarmi. Ho scoperto la ricchezza delle mie emozioni, quindi non devo più fossilizzarle, sclerotizzarle come con la sclerosi. Quindi, non ho più bisogno della malattia. Amarsi è la chiave di ogni guarigione, se siete malati nel corpo o nella mente, prendete il cammino dell'amore per voi stessi per aprirvi all'amore incondizionato. È meraviglioso e possibile per tutti, allora benvenuti!!!!

Viviane

 

SPOSSATEZZA

Vorrei dirti quanto il tuo aiuto mi è stato prezioso. Non solo non ho più avuto sanguinamenti dal naso, ma soprattutto poco a poco ho visto sparire tutti i disturbi del parasimpatico che mi tormentavano da tre anni e che mi sfinivano.

Non ho più avuto questa spossatezza, questo senso di morte imminente che mi accompagnava da lungo tempo. Mi rendo conto ora che tutte queste cose mi urlavano di guardarmi dentro, ma ne avevo talmente paura (in rapporto a quello che avevo già vissuto) che non volevo aprire le orecchie al suggerimento.

Dopo il nostro incontro, non sento più il bisogno di gettarmi sul letto più volte al giorno come ero obbligato a fare prima. Comincio anche a considerare di riprendere un po' di attività fisica, cosa alla quale avevo dovuto rinunciare perché non stavo più in piedi. Ho notato anche un cambiamento qualitativo nei rapporti con mia madre, che continua a controllare tutto ma non me ne importa quasi più. Lo vedo più come la manifestazione di un amore un po' fuori luogo, ciò che prima mi sforzavo di capire senza realmente riuscirci…

Anche le mie notti sono meno stressanti: non mi sveglio più in preda a incubi di impotenza come prima. Insomma, sto molto meglio.

Danièle


VITILIGINE

Ormai mi ero rassegnata a convivere con la “mia” vitiligine (perdita di pigmentazione della pelle), indossando abiti a maniche lunghe per nascondere le macchie sui miei gomiti ed avambraccia.  La vitiligine era comparsa almeno 10 anni fa, ma non mi ricordavo esattamente quando.  Avevo provato di tutto…ma niente era stato efficace… più che altro era diminuito nel tempo… non era mai scomparsa, ogni tanto aumentava, come per “dirmi” qualcosa…ma sinceramente non capivo cosa, e non sapevo a cosa poteva essere collegato (situazioni non accettate o stressanti, alimentazione particolare…).

 

Durante un seminario di formazione in metamedicina, Claudia Rainville propose di studiare la vitiligine e mi prese per “cavia”. Sebbene non lo sapessi veramente non ebbi nessuna difficoltà a rispondere alla sua prima domanda, come se una parte di me sapesse…: “quando è comparsa?” mi chiese Claudia, “più o meno 15 anni fa” risposi. “Cosa è successo in quel periodo ?” “Sono venuta in Italia per lavoro”. La sua terza domanda invece fece tremare il suolo sotto la mia sedia… “E’ possibile che in quel periodo, tu abbia vissuto una perdita o una separazione dolorosa nella quale hai avuto la sensazione di essere stata ingannata?” …Sebbene mi ero ripresa in quei 15 anni del dolore affettivo della separazione, non mi ero invece liberata da quel sentimento di frustrazione per essere stata ingannata!!

 

Il lavoro di trasformazione attraverso il processo di liberazione della memoria emozionale fu per me molto impressionante. Avevo proprio sepolto la mia rabbia e il mio rancore legati a quello che era successo, ma il mio corpo continuava a ricordarmelo! Sei mesi dopo il processo di LME la vitiligine scomparve definitivamente. In realtà poi, quello che ha cambiato la mia vita non è stato tanto la scomparsa della vitiligine ma il capire la causa di quel sintomo; capire la lezione che dovevo  imparare dietro alla manifestazione di quel sintomo e trovare gli strumenti per non ricadere nella stessa trappola, ecco qual’è stato il grande beneficio della liberazione che mi fece Claudia. Perché se la vitiligine era ancora presente era proprio perché si proponevano ancora delle situazioni nella mia vita quotidiana nelle quali non sapevo ancora applicare la lezione collegata: “farmi rispettare”.

 

Oggi ringrazio la vitiligine per avermi rivelato questa mia “defaillance”, ringrazio profondamente Claudia per il suo fantastico lavoro di ricerca, di divulgazione, di formazione e di accompagnamento. E ringrazio la Vita che continua a presentarmi situazioni per perfezionare l’apprendimento della medesima lezione!

 

Ilhem

 

Condividete le vostre testimonianze con noi

cliccando QUI

Non esitate a scriverci, altre persone stanno magari vivendo

la stessa vostra storia e la vostra testimonianza può aiutarli a uscire dal buio...


HOMEHOME